Cinema e ceci

di Sofia Scandurra

Alle 12 di sabato 29 maggio, con una sala gremita, alla Casa del Cinema, è stato presentato il romanzo verità sul mondo dello spettacolo "Cinema e Ceci" di Sofia Scandurra edito da Iacovelli che ha partecipato con uno stand a "Roma si libra". Una conferenza stampa anomala e divertente dove si percepiva un grande calore nei riguardi dell'autrice che da una vita è dedita al cinema. Prima come aiuto regista di personaggi famosi, Zampa, Manfredi, Celentano, Argento ,poi come sceneggiatrice e regista, alfine come docente di regia Cinematografica alla Libera Universita' del Cinema fondata da Cesare Zavattini nel 1983. Franco Mariotti, vice presidente del sindacato giornalisti, ha aperto i discorsi ricordando quanti ex allievi della Scandurra sono ormai nel grande professionismo. Emanuele Crialese , che dopo aver preso il premio della critica a Cannes nel 2003 con "Respiro", e il Leone d'argento a Venezia nel 2007 con "Novomondo" ora è impegnato in Sicilia con un nuovo film e Bogdan Drayer che ad agosto inizia in Transilvania il suo sesto film professionale, con Depardieu come protagonista e per questo non erano presenti ad applaudire la loro " maestra".

Il giornalista Marco Giusti, che ha conosciuto quest'anno la Scandurra, intervistandola per una testimonianza sull'opera di Luigi Zampa che è andata in onda poco tempo fa su Rai 3, ha esordito dicendo "La Scandurra è un personaggio misteriosissimo" e si riferiva al fatto che, pur essendo da anni un critico attento, gli erano sfuggite varie sue attività per cui, scoprendole tutte insieme, si è domandato come facesse ad adempierle tutte e tutte bene. Qualcuno dal pubblico dice " e anche dipinge" è Luigi Manini a parlare che anni fa ha organizzato la mostra di pittura "quelli del Cinema" nella chiesa di Santa Maria del Popolo dove facevano mostra quattro quadri di Sofia Scandurra. Roberto Gerometti, direttore delle luci, ex presidente dell'AIC, associazione immagini cinematografiche, ha ricordato che incontrando in America Gabriele Garcia Marquez gli aveva chiesto come avesse fatto ad avere tanta fantasia e il grande scrittore gli aveva risposto "quale fantasia, è la mia vita" " pure la ragazza che mangiava i calcinacci?" "è mia sorella" aveva risposto lui. "Il libro di Sofia mi ricorda cent'anni di solitudine, per aver scritto una verità che sembra fantasia" e aggiunge che vuole leggere dei brani del libro che gli ricordano Montale perché sono righe piene di poesia. Dalla platea la dottoressa Ludovica d'Amelio parla dell'ironia del libro, e l'attrice Bianca Galvan racconta quanto si sia divertita a leggerlo. E divertito si è anche Gino Iacobelli, l'editore che, racconta, quante cose ha scoperto sul cinema attraverso "Cinema e Ceci".

E' una vera colpa non aver seguito le varie attività della Scandurra, insiste Marco Giusti e dice che gli altri registi o scrittori di cinema, non raccontano mai la loro vita, invece Sofia riesce a mischiare la propria vita di moglie di madre di nonna dentro alla storia del cinema italiano con pagine che divertono e pagine che commuovono. Non solo aggiunge Roberto Gerometti, ma oltre ai grandi del cinema che Sofia racconta con nome e cognome, finalmente sono citati anche altri che hanno fatto il cinema con lei. Oltre le storie con Manfredi, con Celentano, con la Sandrelli, con la Melato con Argento, si raccontano anche le umanità di Nannuzzi, Peppe il rosso, ecc. Un giovanissimo dal fondo chiede " Perché ha scritto un libro così ?" "Perché non avevo i soldi per andare dallo psicologo" risponde Sofia tra le risate generali e poi aggiunge " in effetti agli psicologi non credo". Piero Tommaselli, docente di estetica e vincitore del premio "Remi Award" al Word Fest di Huston per la regia di "Velma" si è inserito nel dialogo sottolineando che bastano due parole per descrivere la –Scandurra – "Professionalità e Onestà" umana ed intellettuale. Nonostante sia molto scomodo scatenare il contraddittorio nei corti da realizzare dai suoi giovani allievi, lo fa pur di rispettare le loro idee. "Tu hai tolto molto al tuo cinema per accudire il cinema degli altri"dice Marco Giusti e da questo momento la presentazione del libro diventa un dialogo tra tutti i presenti, un dialogo che diverte, tanto è vero che le risate dei presenti arrivano fin sotto gli alberi dove gli stand dei librai si susseguono. Milena Vukotic, Silvano Agosti, Cinzia Berni, Roberto Reale, Federico del Zoppo, Elisabetta de Vito, Ciro Scalera, Caterina Selvaggi e tanti altri del cinema e del teatro ascoltano le mille storie che si dipanano prendendo spunto da quelle raccontate nelle pagine di "Cinema e Ceci".






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