DI NEO REGISTI
ALLA SBARRA
alla CASA del Cinema la proiezione della Libera Università del Cinema di Roma.



Tanti applausi nella sala Deluxe il 10 dicembre alle "5 del pomeriggio", forse in omaggio al grande Neruda, alla Casa del Cinema, a largo Marcello Mastroianni, a Villa Borghese, la Libera Università del Cinema di Roma, fondata nel 1983 da Cesare Zavattini e Alessandro Blasetti, ha presentato al mondo dello spettacolo i corti cinematografici degli allievi registi 2011/2012, nella speranza che le loro qualità possano farli entrare fin da subito, nel mondo del lavoro… anche se precario, come ricorda spesso Franco Mariotti, sempre presente ad ogni iniziativa cinematografica, e che anche questa volta ha confortato i giovani autori con il suo giudizio dicendo con il termine tipico dei giornalisti "I vostri corti mi hanno bucato, bravi, bravi, bravi" ed ha aggiunto quanto sia importante il lavoro "di squadra" concludendo che solamente una squadra può vincere nel cinema.

Set del caccaitore di nuvoleE gli otto neoregisti sono una squadra, oltretutto intercambiabile secondo il metodo della Libera Università del Cinema, come dimostrano i titoli di coda dei corti. Infatti il nome di chi ha fatto la regia di un cortometraggio, appare come direttore delle luci di un altro corto, di scenografo in un altro ancora, eccetera per tutti i mestieri del set.

Si è congratulato con i giovani autori il giovanissimo regista Toni Trupia, che in questo momento ha all'Adriano di Roma il suo film Itaker, distribuito dall'Istituto luce, una bella favola poetica e realista, che ha il sapore tragicomico di Paper Moon di Peter Bogdanovich e che, girato in Romania, affronta il disagio degli emigranti italiani nella Germania del passato. L'esordiente regista ha sottolineato il grande valore della libertà che hanno avuto gli 8 neoregisti nel pensare e nel realizzare il loro corto, libertà totale difficile da mantenere nel mondo dello spettacolo. " Io nei vostri corti mi sono riconosciuto per la freschezza e la libertà del linguaggio" e ha loro augurato di riuscirla a mantenere nel futuro.
Filippo Orru e Raffaele Carro
Michele Placido, ottimo attore, magnifico regista ed ora anche coraggioso produttore di registi giovani come Toni Trupia, che nel suo film interpreta un losco individuo mafioso, è sempre stato accanto a tutte le iniziative della Libera Università del Cinema ma quest'anno non è potuto essere presente perché impegnato in teatro e si è comunque premurato di avere in visione tutti i corti dei neoregisti. Chissà che non scopra un altro giovane regista da avviare nel grande professionismo.

Francesco Siciliano, il Cacciatore di Nuvole"Anton Kolosov, più di tutti gli altri ha dimostrato nel suo corto - Il cacciatore di nuvole - di avere uno stile" ha detto Nicola, un signore dai baffi neri seduto in terza fila, e per citarne la percezione del senso lirico ha disturbato nientemeno che Tarkovskij. Forse sarà perché il giovane Anton è russo anche lui ?

Lo psicologo Giulio Casini gli ha chiesto che senso avesse la fotografia del suo corto così contrastata. E il giovane neoregista ha parlato di colore rosso per la donna e colore blu per l'uomo rispettivamente interpretati da Claudia Rota e Francesco Siciliano.

"A parte che mi piaceva dal punto di vista estetico, quel tipo di fotografia ha la funzione di contestualizzare l'ambiente che rappresenta uno stato d'animo molto desolato che così viene evidenziato. " Ha detto Anton Kolosov.

"Temevo che la tecnologia potesse prevaricare sulla qualità narrativa, inquinare la freschezza del racconto" ha detto il filmaker Gigi Oliviero dopo essersi congratulato con il miglioramento dell'immagine rispetto a proiezioni degli anni precedenti, "invece la qualità narrativa e l'emozionalità sono state esaltate riscoprendo la semplicità del linguaggio e le scelte della musica e del sonoro a sottolineare i passaggi narrativi. " E ha citato "Giona delle Farfalle" di Giorgio Sergi, una favola commovente interpretata da due bambini eccezionali, Edoardo Visconti e Francesca Marini, uno bianco e l'altra nera che con la loro spontaneità hanno fatto ridere e piangere l'intera platea. "Sono troppo commossa per parlare" ha detto Lina Bernardi,. un'attrice che di solito non perde occasione per far sentire la sua voce.

"Una proiezione emozionale" ha dichiarato Morando Morandini ed ha aggiunto " rara, perché spesso i giovani hanno una forma di pudore dei loro sentimenti"mentre Giulio Casini lo contestava dichiarando che tutti i corti sono autobiografici.

Grande successo ha ottenuto "Frammenti di colore" di Liliana Cortes Gonzales, una giovane messicana, venuta appositamente in Italia per studiare cinema e che nel suo corto racconta la ricerca immaginaria del padre pittore da parte di una ragazza. Autobiografia ? Come dice Casini. Non abbiamo potuto appurare perché Liliana non era presente in quanto sta già lavorando in Messico. Ma abbiamo appurato, dai titoli di coda degli altri corti, che si è data molto da fare all'Università del Cinema soprattutto come aiuto regista e scenografa.

Emanuele Vezzoli, che nel suo corto interpreta il padre pittore, era presente in sala. E per esserci ha approfittato di due voli che lo hanno prelevato e riportato in Sicilia, allo Stabile di Catania in tempo per lo spettacolo teatrale "Una notte di mezza estate " di Shakespeare con Leo Gullotta.

"Per la realizzazione del corto finale", dice Sofia Scandurra, "non esiste tema obbligato e ciascun ragazzo ha scelto per esprimersi ciò che più gli interessava ", e infatti gli otto corti sono molto differenti tra loro, drammatici, comici, ironici, tutti interpretati da ottimi attori professionisti :

Pietro de Silva e Vincenzo Failla, attore sempre presente nei film di Pupi Avati, hanno interpretato "No Signal" di Raffaele Carro, che li ha diretti in continui litigi per una antenna televisiva sotto gli occhi impotenti delle mogli Veronica Liberatore ed Elisabetta de Vito, quest'anno presente al Festival di Roma con il film grottesco "Benùr", di Massimo Andrei, che deriva dal grande successo che ha avuto l'omonimo spettacolo teatrale.

Pietro e la moglie, presenti in sala, ci hanno tenuto a presentare l'ultima loro opera, un pargoletto nato da pochi giorni che durante la lavorazione del corto era nella pancia di Veronica. Pertanto gli applausi nati per il corto sono proseguiti a favore del neonato.

Ivan Olivieri e Carolina Izzo hanno interpretato "Indaco" l'unico dei corti girato nella sede dell'Università del Cinema, sui colli romani, e che narra drammaticamente la facoltà di percepire i drammi del futuro da parte di un bimbo che cresce con questa peculiarità. Il corto molto applaudito è opera di Antonio Pierobon, un padovano che ha portato a termine anche un documentario intitolato "Sitadea"che è in vendita nel suo comune.

Linda Manganelli, bravissima attrice di teatro, interpreta una madre orgogliosa della furbizia di una bimba tutta pepe che risolve ironicamente una situazione paradossale, nel corto" l'Ascensore. ".

Anche Pieraldo Ferrante è stato molto applaudito per la nevrosi interpretata all'interno di un ascensore che si blocca a metà scala nell'invenzione della appena maggiorenne autrice regista sarda Stefania Fideli che non ha avuto paura di ambientare l'intero corto tra le quattro pareti bloccate che l'hanno costretta sia nelle inquadrature che nelle soluzioni luministiche risolte da Federico Sisti, che come allievo regista firma "Mezzogiorno di fuoco", una breve commedia che fa il verso a film che hanno fatto la storia del cinema.

Turi CatanzaroNino D'Agata, e Susanna Schemmari lo hanno interpretato assieme a Luciano Roffi, molti anni fa, scoperto di fatto da Dacia Maraini, dato che lo ha fatto recitare nudo nel suo spettacolo al teatro la Maddalena. Tutti attori professionisti sia del teatro che del cinema che in sala hanno avuto oltre alle emozioni dettate dallo schermo, anche quelle di incontri particolari. Infatti Susanna Schemmari e Luisa Maneri, la giovanissima protagonista del "Vizietto" di Eduard Molinaro, il più grande incasso del 78, si sono abbracciate dopo molto tempo, essendo state Madre e Figlia per ben tre anni consecutivi, sul palcoscenico della fortunata commedia di Betancourt "Hanno sequestrato il papa"per la regia di Sofia Scandurra. Altro incontro tra il produttore Angelo Iacono che è l'attore maturo di Giona delle farfalle, e il cantautore Gino Sant'Ercole, che non si vedevano dai tempi di Yuppidu di Adriano Celentano.

Ma il successo maggiore lo ha ottenuto "C'era una volta un anello" l'unico non interpretato da attori, ma ideato con abbondanza di fantasia da parte del suo autore regista, il giovanissimo Filippo Orrù. che al suo insolito personaggio ha fatto attraversare buona parte dei generi cinematografici rappresentandoli in chiave grottesca. "Avrei voluto essere io quella ballerina, le calze a rete ce l'ho" ha detto Melù Valente tra le risate generali, perché in effetti la ballerina è due dita di una mano, nel fantasioso corto del giovane sardo.

Silvia Giulietti che da operatore nella squadra di Nannuzzi è diventata regista con il documentario "Gli angeli di Visconti"e, che del cinema conosce bene tutti i reparti, si è congratulata per le belle luci, per il montaggio efficace, per le inquadrature ben studiate e soprattutto per il tocco di autorialità e per non aver usato il 3d che spesso sporca la purezza del linguaggio.

Ha reagito Jordan River, insegnante di 3d, dichiarando con certezza che chi ha la capacità di trasfigurare e veicolare le emozioni senza lasciarsi prevalere dalla tecnica come hanno fatto questi ragazzi, non deve spaventarsi ad usare il3d ed anzi considerarlo un ottimo veicolo per la propria creatività. E' una proposta per aggiungere una nuova disciplina alla Libera Università del Cinema ? Sofia Scandurra sorride misteriosamente. Tutto può essere nel futuro.

Enzo De Caro, lo stupendo attore che persino da cantante, nella trasmissione "Tale e quale" ha stupito per la sua bravura nell'essere e divenire il cantante imitato, è un altro affezionato della scuola. Essendo a Belgrado a girare quello che poi sullo schermo dovrà sembrare Torino, (le famose magie del cinema, nate spesso per problemi economici, ) non è potuto essere presente alla proiezione ed ha inviato ai "virgulti" i suoi auguri più sinceri. E gli auguri sono arrivati in tempo dato che gli otto allievi hanno ricevuto gli attestati e i dvd dei loro corti tra gli applausi, un attimo prima di salutarsi per tornare ognuno al suo lavoro, perché, incredibile a dirsi, in tempo di crisi come questo, stanno tutti lavorando… grazie al metodo della Libera Università del Cinema, diretta da Sofia Scandurra, per cui un regista per essere un buon regista deve saper fare tutti i mestieri cinematografici, infatti ognuno di loro sta facendo altro, senza abbandonare il profumo del set.

. . E gli auguri di dire presto "motore, ciak, azione" sono come sempre di Roberto Reale, ormai decano della scuola.






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